BIOGRAFIA
Antonio
Carbone è nato a Tricarico (MT),
paese di tradizioni di lotte contadine e legato all’immagine
del poeta Rocco Scotellaro ed all’opera di
Carlo Levi, effettua studi scientifici a
Perugia.
Inizia a dipingere
molto presto. I primi lavori sono degli anni sessanta, la sua
prima mostra risale al 1968 con la presentazione di Carmelina
Brandi.
La pittura iniziale
risente fortemente dell’influenza culturale ed artistica di
Levi, Guerricchio, Masi.
Artisti i quali,
per vicende diverse, hanno svolto un ruolo rilevante in
Basilicata ed in genere nella pittura
meridionalista.
Con le vicende
politiche e culturali del ’68 a cui aderisce attivamente
rallenta la sua attività pittorica. Il suo lavoro si concentra
più nello studio e nella ricerca
artistica.
Riprende l’attività
pittorica a metà degli anni ’70 e in questo momento la sua
pittura si distacca decisamente dal filone iniziale spaziando
lungo le direttrici che hanno caratterizzato, a livello
mondiale, la pittura degli ultimi decenni. La sua arte assume
i caratteri della radicalità, di un espressionismo forte. Il
quadro diviene oggetto e strumento del linguaggio artistico.
Non è un fine.
La pittura assume i
caratteri dell’ aggregazione di vari elementi materiali e
cromatici, figurativi ed astratti, espansione di immagini
reali e mentali, esplicite ed allusive. Materia pittorica ed oggetti del reale si
combinano sulla superficie del quadro. Da questa fase la sua
ricerca si sposta nelle
“trasparenze”. Trasparenze dei
supporti pittorici, trasparenze dei colori, delle
immagini.
La
gestualità dell’azione artistica si infrange
sulle superfici trasparenti ed esprime una metamorfosi delle
forme e dei linguaggi.
In questa fase la
sua attività evolve verso una ricerca della
“spiritualità” nel quadro e nei colori.
Bisogno di meditazione, di trovare
la forma del silenzio. Sono
queste le opere, su superfici dorate, che si collocano tra
immagine pittorica e forma scultorea, di uno spazio senza
dimensioni.
L’agire artistico
per Carbone è l’espressione della libertà
estrema, della responsabilità
dell’uomo
cosciente.
La sua ricerca
prosegue anche con esperienze nel campo della
calcografia, in particolare con l’uso del
supporto del piombo. Metallo fortemente
materico, sensibile al tratto e modellabile nelle sue forme.
Si crea quasi una nuova dimensione scultorea, sono segni
impressi ed increspati da vedere e toccare. Disegni nervosi e
sfumati nel rilievo della
carta.
Attualmente vive e
lavora tra Perugia, Maratea e
Roma. Suoi lavori sono presenti in sedi
istituzionali e presso collezioni
private.
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